fermati

 ..e respira. 

Ditemi una sfida. Dai su, siate impavidi. Scalare l' Everest a mani nude? una su tante, la prima che la mia mente ha partorito. Fatelo anche voi, al volo, nel giro di 2 secondi, qualsiasi cosa vi venga in mente. Al mio via! VIA!



Quante ne avete dette? tante, poche, so quasi per certo che molti di voi ci hanno ragionato su. Il gioco non è questo. è  piu un esercizio di creatività. Ma diamo per assodato che ne abbiate partorite diciamo 100. 

La vogliamo fare una scommessa? facciamola. Scommetto che nessuno di voi ha detto 'spegnere il telefono' (che equivale a spegnere una parte di mondo) oppure 'fermarsi' Eppure 'fermarsi' è una sfida. Siamo portati a correre, in un mondo che ci corre intorno e si mischia frantuma insinua con la sua velocità, in noi. Quante volte alla settimana (non dico 'al giorno' perchè anche per fermarsi ci vuole allenamento) ci fermiamo realmente? quante volte ci prendiamo 5 minuti di 'annoio' e fissiamo una parete? siamo sinceri, estremamente poche. Ad esempio oggi davanti ad una tisana ho deciso che era il momento di spegnere il telefono. E ha fatto rumore. il rumore del silenzio. O il suono. Per me è un suono. Fermiamoci e stacchiamo dal mondo. Godiamoci il mondo che abbiamo davanti. è tutto ciò che possediamo. noi possediamo il mondo ma se non ci fermiamo corriamo il rischio di non accorgercene o peggio che sia il mondo a possedere noi. E' vivere l'antitesi dello staccare la spina per ricaricarsi. 

Io mi fermo. Lo faccio. Stacco tutto e tutti. E mi dedico. Lascio che sia altro a parlare, lascio che sia una luce, uno sfavillio, un brivido. 

Quando ci fermiamo siamo in grado di ascoltare. E la meraviglia che ci circonda non reclama altro che il nostro fermarci per emergere. Per essere vista. Esiste una profonda differenza tra il vedere e il guardare. E io l ho compreso e sentito solo fermandomi. 




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