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e quindi?

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  quindi cosa? quindi cosa direte voi e mi dico anche io. Forse. Persevero con le domande solo perchè qualcuno ha detto che il saggio è colui che ha le domande non le risposte. o forse no o forse in parte. O forse mi piace di fare il saggio. il fatto è che ci dimentichiamo di sorridere. Se si rompe la lampadina della luce della mia automobile magari mi stranisco. E mi dimentico che ho una macchina. Non è difficile da afferrare come concetto. tutto questo solo per introdurvi il posto in cui ho scattato la foto: un sottopasso. I sottopassi di per sé tendono a richiamare alla memoria cellulare (queste cellule, benedette cellule, vogliamo un attimo riprogrammarci o sostituire memorie pseudo dannose con memorie di gioia e creatività?) posti umidi, maleodoranti, cupi, chissà frequentati da chi (notiziona: da bipedi che passano).  Un sottopasso sull'aurelia. Un sottopasso. Una trafficata strada. e ...ARTE. Una visione. Creatività.  vedere dio. già è 'vedere' e non 'guardare...

e quando voli...

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 guardi il mondo dall'alto. dall'alto in basso direi io, con quel po' di saccenza del 'oh voi genti che siete costrette a solcare il terreno umido fangoso roccioso scivoloso di madre terra, io che faccio di padre cielo il mio mondo'. poi ti accorgi che le zampette per atterrare su di un ramo o anche solo per saltellare su madre terra le hai e allora lo fai. perchè non farlo? ricordiamoci sempre che tutto cio che abbiamo è ciò che ci serve. quindi se abbiamo le zampette, usiamole!  usiamole per esplorare il mondo, per prenderci il tempo per noi stessi e cambiare velocità. non siamo automobili che hanno il cambio delle marce (ormai ci sono quelle automatiche ma devo ancora decidere se le preferisco o meno, concettualmente almeno) ma la velocità la possiamo variare ugualmente. nel passeggiare guardi il cielo e ti accorgi che sei tutt'uno con il padre e la madre. il cielo e la terra. e pensi. e ti ascolti. piu ti ascolti e meno pensi. semplicemente cammini. una zamp...

gioco

 abbiamo tanti attrezzi. e sta sempre a noi scegliere e volere il modo  diciamo migliore per utilizzarli. a volte la A.I. viene demonizzata. invece puo' essere di aiuto. questo video è un piccolo divertimento che mi sono concesso dopo 255 km percorsi a piedi (e ancora tantissimi me ne restano da fare) nel mio cammino lungo la via micaelica. era un sentiero, in piemonte e ho scattato una foto, da condividere. trasformata ludicamente in video. un po' per dare movimento e  sapore a cio che vedo, alle meraviglie che incontro. sembra quasi un portale, esperienza visiva del percorso dell'anima, nella scoperta dei meandri di noi stessi..e sapete una cosa? mi piace. 

spoiler

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sapete quale è un grande attrezzo che abbiamo tutti e che a volte si fatica a prendere?  il tempo per noi. ed è potente. su questo si basa il molto. fermarci e prendere tempo per noi. ogni giorno. un po'. mi ripeto? forse si. ma una ripetizione non è mai la stessa 😀 e sapete perché? perché sempre nel 'tempo' quello che magari non ci prendiamo, cambiano le condizioni, cambia tutto. 

ci sono....

...emozioni.  emozioni che spesso sono indefinibili perché definirle è racchiuderle. Perché quando le definiamo è un po' come se le guardassimo.  E la differenza è abissale. Almeno per me. Ci sono cose che le persone non vedono e spesso neanche guardano, la vista va oltre lo sguardo, scava nei meandri dell'anima e vedere nell'anima è qualcosa di talmente profondo che si preferisce, a volte, fermarsi in superficie. Oggi ho incontrato nel mio Cammino una guida (il 'cammino' è quello che sto percorrendo ora, a piedi, zaino in spalla, lungo la via Micaelica, il cammino dell'angelo, andando dalla sacra di san Michele in Piemonte fino in puglia a monte sant'Angelo) ho visto la passione, il fuoco del flusso che ci porta a fare ciò che amiamo. La guida si chiama Francesco ed è stato capace di dipingermi la storia alla basilica di Superga. Una narrazione a vividi colori capace di farmi tremare la voce. L'ho incontrato e mi ha fatto percepire l'altra storia.  ...

delle barriere e delle ferite

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  una piccola riflessione (errore! 😉 non esiste una riflessione piccola o grande. ognuna è a mio avviso legittima e utile).  nella mia personalissima visione le barriere sono fatte per essere superate. questa nella foto inoltre offre svariati modi per andare oltre. Ma quante volte ci siamo fermati davanti ad un 'ostacolo' semplicissimo? chiudendo il discorso con un laconico 'eh non si può'. Non potevamo o non volevamo? dai su, facciamo un esercizio: quanti modi vi vengono in mente per superare questa 'barriera'?  Abbiamo strade già per noi create, ne abbiamo altre segnalate che ci consigliano di esser percorse, ne abbiamo altre da creare sentendo la nostra anima e il nostro cuore, alla scoperta di ciò che riteniamo più incline per noi.  Eppure di barriere ne esistono altrettante che non vediamo. Come se andassimo di notte lungo il cammino e qualcosa ci fermasse. Lavoriamo su quelle barriere facendo luce con quella stessa luce che entra dalle nostre ferite (sfid...

lungo il viaggio

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Eccoci dunque qui, è un po' che non scrivo. ho sentito, sentito profondamente. E visto. lì dove vedere è infinitamente diverso dal guardare.  Mi sto avviando verso parte di quella realtà che io stesso creo: il viaggio.  In un certo senso sto continuando quello che ho iniziato; durante quest'estate ho viaggiato, incontrato persone e inaspettati luoghi. Luoghi magici che visti da fuori sembravano una cosa ma all'interno avevano un mondo. Li ho VISTI. Riscoprendo l'anima di alcuni luoghi 'sacri', quasi in una catarsi di noi stessi. Mi trovo ora sulla via dell'iniziare ufficialmente il cammino lungo la Via Micaelica, il Cammino dell'Angelo. Un antichissimo cammino che si interseca... incrocia... prosegue per alcuni tratti, con tanti altri cammini. Un po' una metafora della vita, che ci mette sulla strada anime con cui condividiamo tempo e percorso, che sia per 1 giorno, 10 minuti o 1 vita intera. O tante altre vite. Non lo possiamo sapere, possiamo avere...