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La guarigione spirituale filippina

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'Guarigione spirituale filippina'...chi era costei? parliamone al presente, è oggi piu che mai attuale e, lasciatemelo dire, necessaria. Intanto, per non smentirmi e per non smentire il trend di questo blog (che poi, sono un fervente sostenitore del 'non trend') mi piace definirla uno degli attrezzi che si hanno a disposizione per dialogare con la nostra anima, per il nostro benessere fisico emotivo e spirituale, per la nostra libertà e, per rifarmi ad un post precedente, per comprenderci poeticamente. Questo e molto, molto, altro.  Secondo il metodo tradizionale filippino, ogni Persona oltre al corpo fisico ha un corpo spirituale ed un corpo animico. Ognuno di questi corpi ha un livello energetico proprio. Quando l’Energia non fluisce liberamente in uno o più di questi tre corpi, si manifestano dei blocchi che non consentono alla perfezione propria in ognuno di noi, di manifestarsi. Sul piano spirituale i blocchi riguardano situazioni specifiche (emotive e psicologiche...

L' esperienza che decidi di fare

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potrebbe trattarsi di miti fini a loro stessi, potrebbe trattarsi di giochi, potrebbe trattarsi di 'pettegolezzi', di voci tramandate nelle generazioni per rassicurarsi o per dare spiegazioni a ciò che forse disorientava e spaventava. Eppure prima di venire qui noi stessi ci siamo accordati con altre anime per poter fare questa esperienza, questo percorso...a volte in questa vita possiamo anche esserci domandati se nell'accordarci, su nell' Akasha (o come la si voglia definire), eravamo ubriachi persi del tutto incapaci di connettere. Eppure siamo qui. E se ci pensiamo bene l'esperienza che decidiamo di fare è proprio quella utile per noi, la più funzionale per noi. E in questo meraviglioso gioco in cui ci troviamo a interagire scopriamo la poesia di ciò che siamo. Noi siamo poesia. Noi siamo versi fluidi che, come morbide onde, danzano questa danza che abbiamo scelto. E nello sceglierla ecco che l' universo (o noi stessi) ci mette davanti altre anime, situazion...

dell'armonia...

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 ...e dei viaggi.  siamo sempre in viaggio. viaggiamo materialmente e con la mente. Viaggiamo ogni giorno, nella vita e nella conoscenza. A volte facciamo programmi, altre volte...un po' meno, lasciandoci sorprendere. E la meraviglia dove la mettiamo? E gli opposti, si possono incontrare? Prendiamo le rocce ad esempio, si narra che se nel terreno ci sono rocce, le piante non possano svilupparsi...confesso che forse lo ho creduto anche un po' io. Poi...un viaggio.. Cambogia. 2024. Caldo soffocante. Ma di soffocante era solo la sensazione. Di fatto era respirare l'eternità. Il volere fortemente una cosa diventava qui radice e slancio verso l'alto. Le mete, quelle che per alcuni sono  considerate 'impensabili' prendevano qui vita e forma e realtà.  Commistione, unione con l'ambiente che ci circonda. Collaborazione oserei dire. Oso. Questi alberi hanno 'avuto fiducia', non hanno 'solo' tentato. ed eccoli qui a 'sfidare' i secoli. Gli anni...

quando le cose....

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 ...non hanno prezzo.  siamo stati abituati a dare un prezzo a tutto. Non un 'costo', proprio il 'prezzo'. L' attrezzo di questo post è un non-attrezzo o meglio, se proprio vogliamo, un portafoglio vuoto. Correlato ad una anima piena. Perchè noi siamo circondati da cose di incommensurabile valore per cui ci dimentichiamo persino di essere grati. Eppure si tratta, almeno per me, anche di sorrisi, di un lieve vento che mi accarezza la pelle, di un fruscio tra l'erba. Anche io mi rifornisco di attrezzi e quello che uso in questo frangente è il mio 'telo da erba' su cui sdraiarmi e assaporare il mondo che mi circonda. Un posto dove mi capita spesso di svolgere la mia professione, al di fuori dei soliti canonici studi a 4 pareti 1 soffitto e 1 pavimento. Tutto questo per me non ha prezzo. Impariamo a guardare anche fuori dalla finestra e scorgiamo la meraviglia in cui siamo immersi. 

e quindi?

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  quindi cosa? quindi cosa direte voi e mi dico anche io. Forse. Persevero con le domande solo perchè qualcuno ha detto che il saggio è colui che ha le domande non le risposte. o forse no o forse in parte. O forse mi piace di fare il saggio. il fatto è che ci dimentichiamo di sorridere. Se si rompe la lampadina della luce della mia automobile magari mi stranisco. E mi dimentico che ho una macchina. Non è difficile da afferrare come concetto. tutto questo solo per introdurvi il posto in cui ho scattato la foto: un sottopasso. I sottopassi di per sé tendono a richiamare alla memoria cellulare (queste cellule, benedette cellule, vogliamo un attimo riprogrammarci o sostituire memorie pseudo dannose con memorie di gioia e creatività?) posti umidi, maleodoranti, cupi, chissà frequentati da chi (notiziona: da bipedi che passano).  Un sottopasso sull'aurelia. Un sottopasso. Una trafficata strada. e ...ARTE. Una visione. Creatività.  vedere dio. già è 'vedere' e non 'guardare...

e quando voli...

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 guardi il mondo dall'alto. dall'alto in basso direi io, con quel po' di saccenza del 'oh voi genti che siete costrette a solcare il terreno umido fangoso roccioso scivoloso di madre terra, io che faccio di padre cielo il mio mondo'. poi ti accorgi che le zampette per atterrare su di un ramo o anche solo per saltellare su madre terra le hai e allora lo fai. perchè non farlo? ricordiamoci sempre che tutto cio che abbiamo è ciò che ci serve. quindi se abbiamo le zampette, usiamole!  usiamole per esplorare il mondo, per prenderci il tempo per noi stessi e cambiare velocità. non siamo automobili che hanno il cambio delle marce (ormai ci sono quelle automatiche ma devo ancora decidere se le preferisco o meno, concettualmente almeno) ma la velocità la possiamo variare ugualmente. nel passeggiare guardi il cielo e ti accorgi che sei tutt'uno con il padre e la madre. il cielo e la terra. e pensi. e ti ascolti. piu ti ascolti e meno pensi. semplicemente cammini. una zamp...

gioco

 abbiamo tanti attrezzi. e sta sempre a noi scegliere e volere il modo  diciamo migliore per utilizzarli. a volte la A.I. viene demonizzata. invece puo' essere di aiuto. questo video è un piccolo divertimento che mi sono concesso dopo 255 km percorsi a piedi (e ancora tantissimi me ne restano da fare) nel mio cammino lungo la via micaelica. era un sentiero, in piemonte e ho scattato una foto, da condividere. trasformata ludicamente in video. un po' per dare movimento e  sapore a cio che vedo, alle meraviglie che incontro. sembra quasi un portale, esperienza visiva del percorso dell'anima, nella scoperta dei meandri di noi stessi..e sapete una cosa? mi piace.