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il cassetto vuoto

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 avete un cassetto vuoto in casa? avete uno spazio in voi stessi? nella cassetta degli attrezzi c'è sempre uno scomparto, piccolo la maggior parte delle volte ma in grado di permettere il movimento agevole del tutto. è anche quello che di tanto in tanto da accoglienza a dei tasselli, allo scotch  ecc..qui sta a voi lavorare di fantasia (e di visualizzazione).  Ovunque si dice 'sbagliare è umano, perseverare è diabolico'. ora, senza stare a scomodare angeli caduti o meno che siano e giudizi sul giusto/sbagliato, chiediamoci quante volte nella vita ci ostiniamo. una sorta di 'coazione a ripetere' più o meno autogiustificata che si perpetra. CHIEDIAMOCI.  noi, siamo in grado di fare spazio? di lasciar andare alcune cose? Ma in genere, proprio di lasciar andare. c'è un esercizio che si fa, è quello dell'aprire un cassetto e gettare via alcuni oggetti. O regalarli ma comunque toglierli da noi. E questo con ogni 'cosa' della vita. Lo so, detto cosi sembrer...

propedeuticità

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Esiste come termine? si, esiste eccome! nella mia realtà esiste per il semplice elementare motivo che io creo il mio mondo e di conseguenza la mia realtà (e viceversa) Si tratta di quell'insegnamento preparatorio ad altri, di quel suolo saldo su cui creare per poi manifestare.  Di quella cosa tanto sbandierata di possedere, tanto paventata in ogni dove che se non la hai, neanche ti ci puoi avvicinare alla cassetta degli attrezzi, perché rischia di farti prendere l'attrezzo sbagliato. perso e celato in una fitta coltre di chiacchiere. E cosa sarebbe? per me è l 'amore per sé stessi, il 'me prima di tutto'. Poche parole che racchiudono e svelano un mondo, in questo breve pensiero della sera. 

fermati

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 ..e respira.  Ditemi una sfida. Dai su, siate impavidi. Scalare l' Everest a mani nude? una su tante, la prima che la mia mente ha partorito. Fatelo anche voi, al volo, nel giro di 2 secondi, qualsiasi cosa vi venga in mente. Al mio via! VIA! Quante ne avete dette? tante, poche, so quasi per certo che molti di voi ci hanno ragionato su. Il gioco non è questo. è  piu un esercizio di creatività. Ma diamo per assodato che ne abbiate partorite diciamo 100.  La vogliamo fare una scommessa? facciamola. Scommetto che nessuno di voi ha detto 'spegnere il telefono' (che equivale a spegnere una parte di mondo) oppure 'fermarsi' Eppure 'fermarsi' è una sfida. Siamo portati a correre, in un mondo che ci corre intorno e si mischia frantuma insinua con la sua velocità, in noi. Quante volte alla settimana (non dico 'al giorno' perchè anche per fermarsi ci vuole allenamento) ci fermiamo realmente? quante volte ci prendiamo 5 minuti di 'annoio' e fissiamo un...

chimera?

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 La felicità si sviluppa secondo specifici meccanismi mentali che noi stessi mettiamo in atto a diversi livelli di consapevolezza. Sono esattamente gli stessi meccanismi che ci permettono di creare la realtà. E in questo caso la realtà di noi felici. Quante felicità esistono e quanti livelli ci sono? è realmente cosi quantificabile? da un punto di vista linguistico e concettuale forse si. Diamo per assodato che lo sia (non smetterò mai di ripetere che tutto è più semplice di ciò che sembra). Da alcune parti viene definita come un gradino sotto allo stato di estasi, da altre come armonia dell' essere con i suoi ideali di vita (e qui potremmo scrivere trattati infiniti per poter realmente identificare quali sono i Veri ideali di vita) ma il nodo comune è che spesso viene definita in base alla cultura e tradizione sedimentata.  Io però voglio sottolineare cio che considero l 'origine stessa di tutto. La meritevolezza. o meglio il nostro sentire di meritarci la felicità. Per me è ...

ciò che hai....

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 ...lo crei! e noi, cosa abbiamo? domandiamoci, domandiamoci sempre. facciamo domande sentendoci intimamente liberi di chiedere senza correre il rischio di sembrare inadeguati o ingenui. chiediamo anche le cose piu 'stupide' ma soprattutto. e qui sta il succo, facciamoci domande. Le risposte poi arriveranno, quelle piu idonee al momento, quelle che calzano perfettamente con la fase della vita che stiamo attraversando e anche quelle distoniche distopiche utopiche. permettetemi questo gioco di parole ma cio che fa andare avanti noi stessi e il mondo è lo stato 'distopico' quella sensazione, amo considerarla cosi, di 'incompletezza' che ci spinge a conoscere. in primis noi stessi. volgiamo lo sguardo in noi e iniziamo a porci domande.  e quale è la cosa che abbiamo in ogni istante ma che siamo stati condizionati a credere di non avere? il tempo. si narra che sia tiranno. è effettivamente cosi? oppure somiglia piu ad un condizionamento per lasciarsi inghiottire dal ...

l' agenda

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L' agenda è uno scorrere di pagine; pagine passate, pagina presente, pagine future. La apriamo e siamo sull' Oggi.  Viviamo sempre il presente, abbandoniamoci, affidiamoci. Il passato? lasciamolo andare, per quanto bello  o doloroso possa essere stato, dai su, siamo sinceri con noi stessi, corriamo il rischio di goderci la vita 😊 Il passato che avrei voluto sarebbe potuto essere diverso 'se solo avessi fatto', 'se solo avessi detto'?  E il futuro che vorrei? corriamo il rischio di attuare reiteranti strategie indossando diverse vesti in un presente che a conti fatti non viviamo, forse illudendoci (e credetemi il rischio è notevole) di star facendo esattamente quello che vogliamo Ma dove stanno le radici di questo ' esattamente ', su che substrato poggia? studiamo i mezzi e gli attrezzi che possono esserci utili in questa opera di scavo e illuminazione. Possiamo illuderci di avere tutto e invece domani lo abbiamo gia perso, ma cosa avevi davvero? Realme...

vagabondaggi

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Guardiamoci negli occhi.  io, quello che voglio, è anche l'adrenalina, le emozioni e non avere rimpianti. Una specie di strana spugna che assorbe solo energia positiva da tutte le esperienze che  fa. E farne, farne tante di esperienze, farne fino a perdere fiato e ricominciare. E ancora ricominciare a respirare perchè ogni respiro è vita che ci fa vibrare alto.  Tra le cose che faccio è anche scrivere. (Momento Promo: "Inferno - Pierpaolo Pincelli Bernard - edizioni Effigi) Scrivere è per me dare senso e consistenza; consistenza ad un pensiero, consistenza ad un desiderio. L'essere solo nella nostra mente corre il rischio di avere quell'alone di 'evanescente irrealtà' ma caspita...se lo scriviamo... certo che esiste!! inizia a nascere, la goccia di inchiostro diventa vagito, poi corpo, poi voce, scivola su un foglio disegnando arabeschi, vagabonda tra le pagine, su fogli di carta pronti a volare, librarsi in aria e vagabondare, libera da limitazioni, senza preg...